DA NAPOLI A ROMA IN BICI, ALLA CIEMMONA INTERPLANETARIA 2011

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DA NAPOLI A ROMA IN BICI, ALLA CIEMMONA INTERPLANETARIA 2011

Messaggio Da DaliaNera il Mer Apr 27, 2011 4:32 pm


(Foto tratte da Rok(S)politick)

Per l'ottava volta si terrà a Roma la Critical Mass Interplanetaria, meglio nota come CIEMMONA, che richiama ciclist* critic* da ogni dove...come alcuni hanno già fatto in passato, vogliamo cogliere questo evento per una breve vacanza e soprattutto per vivere per un paio di giorni la dimensione del cicloturismo on the road, attraversando i bei luoghi della costiera campana e laziale.
A proposito: genti del Sud dirette a Roma, passerete per forza di cose da noi, per cui siete invitati ad unirvi alla carovana!

Prima di tutto una doverosa premessa per chi fosse scettico sulla fattibilità di questa mini-impresa: SI PUO' FARE...o meglio, può farlo chiunque abbia una gamba da 100-110 km al giorno e possa allungarli fino a coprire i restanti 40 circa che separano Roma da Sabaudia, dove è previsto il pernottamento del primo giorno modalità campeggio: prego quindi astenersi da commenti disfattisti. E poi, se la condizione dovesse proprio venir meno, ci sarà sempre la possibilità di prendere il treno, mai troppo lontano dal nostro percorso.

Dunque, si parte di buon mattino da Napoli centro in direzione Licola, in modo da pedalare nelle ore fresche della giornata ed evitare un po' di traffico: si può scegliere la strada che si vuole, l'importante è arrivare sulla Domiziana. E' preferibile viaggiare qui anziché sulla parallela interna che attraversa Villa Literno, Cancelloecc. perché quest'altra è una strada abbastanza stretta e semideserta, pertanto poco sicura; al contrario, la Domiziana non è più lo stradone di una volta, è stata in gran parte rifatta e grazie alle rotonde gli automobilisti non corrono più da pazzi, e si possono anche incontrare gruppi di ciclisti che si allenano e cicloturisti con cui scambiare due chiacchiere al volo.
In questa prima parte 'entro-regione' il percorso è del tutto pianeggiante; attraverseremo luoghi 'ameni' come Castelvolturno, Mondragone...passando oltre il pìù velocemente possibile, fino al confine col Lazio, posto sul ponte del Garigliano; a Scauri-Minturno possiamo fare una prima sosta e aspettare gli eventuali compagni di viaggio che avranno optato per il treno.


Fin qui sono 100 km, che se fatti in allegra compagnia e colfresco della mattina non pesano troppo sull'economia del viaggio. Aseguire, ancora pianura; Formia, e finalmente Gaeta. Da qui in avanti la strada inizia a essere più movimentata, con curve e saliscendi, mostrando a tratti una bellezzasimile alla costiera cilentana: esplosioni di colori e profumi, panorami selvaggi di cui godere in corsa. Questo è l'unico tratto un po' impegnativo del primo giorno, ma..merita.
Comunque, dosando sapientemente le energie, dopo un po' si arriva a Sperlonga - toccata e fuga - e si prosegue fino a Terracina, dove siete pregati di non badare se qualcuno (come il sottoscritto) dovesse gettare l'idea provocatoria di andare sulla rocca della città ad ammirare il tempio di Giove Anxur.. ;-). Da lì, un'altra 15ina di km e si arriva a Sabaudia, dove ci accamperemo per il pernottamento nell'accogliente pineta nei pressi della zona camper con annessa fontanina; in verità, il campeggio non sarebbe propriamente consentito, ma confidiamo sempre nella benevolenza dei carabinieri, la cui stazione è proprio di fronte la pineta...tanto, disturbiamo solo per una notte prima di levare le tende. (L'unica vera controindicazione sono i possibili comizi locali, per lo più di matrice fascista: le radici storiche di Sabaudia sono arcifamose...purtroppo.)
Lamattina successiva ci si mette inviaggio di buon'ora, ma chi si lamenterà per l'alzataccia sarà ripagato da una specie di 'incanto':la magia delle dune di Sabaudia. Almeno questa è l'impressione chesuscita sempre in me vedere il sole sorgere da dietro le dune, col riverbero della luce che filtra ilpulviscolo che galleggia nell'aria, interrotto da qualche macchia aforma di leprotto, mentre si passa sotto ponti naturali di alberi, con l'odore del mare a sinistra e della vegetazione a destra. Credo che il viaggio valga la fatica anche solo per questo.
Da lì in avanti ci manterremo sul lungocosta, tutto pianeggiante, passando per Nettuno e Anzio, fermandoci per una giusta pausa colazione; dopodichési dovrà decidere il percorso per appropinquarci all'Urbe. Personalmente non sono del parere di passare per i Castelli (colline..discrete), quanto di prendere la Nettunense, passare quindi per Aprilia, Ardea e Pomezia che ci condurrannoa sud-est della capitale; da lì è possibile imboccare una delle vie vecchie come la Pontina o la Laurentina, che per parte loro ci saluteranno con una bella imbottigliata nel traffico (che lì è abbastanza pericoloso, benché i romani mi sembra guidino decisamente meglio dei colleghi partenopei); meglio ancora, tentare la fortuna per le vie secondarie, potendo anche contare sulle buone indicazioni dei locali. Il resto "verrà da sè", e con una buona dose di fortuna arriveremo alla Snia giusto in tempoper il pranzo ;-)


Riepilogando:
1a tappa Napoli-Sabaudia: 150 km circa
2a tappa Sabaudia-Roma: 110 km circa


Sottolineo che, per chi ha un allenamento sui "100 e qualcosa" giornalieri, il viaggio non èparticolarmente impegnativo, considerato che per la maggior parte è pianeggiante; poi, dal momento che nel primo giorno viaggeremo a fianco della ferrovia, fino a Formia, non è disdicevole iniziare da lì, per chi non se la sentisse difarlo tutto in bici.
Per quanto riguarda il mezzo...la bici da corsa va bene, ma non sempre è predisposta per il portapacchi; meglio forse un'ibrida, per i rapporti dimarcia più corti e per i copertoni più larghi che possono sopportare un maggior peso e garantire una certa sicurezza di marcia. Se siusa la mountain bike è 'obbligatorio' alleggerirla e mettere su unbuon paio di copertoni da asfalto(quelli lisci, senza tasselli). Va da sé che il mezzo dev'essere in ottime condizioni, per ridurre al minimo la possibilità di incidenti che possano rallentare il gruppo - o peggio mettere la parola fine alla spedizione.
E soprattutto,avere l'elemento più indispensabile di tutti...non difettare di entusiasmo! ;-)))

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